Diritti & Contratti
Le royalties del libro: come si calcolano
La royalty è un’aritmetica semplice con una trappola: la base di calcolo conta più della percentuale. Esempi numerici, fasce indicative e le domande da fare.
La royalty è la parte del prezzo di ogni copia venduta che torna all'autore. La legge 633 ammette due strade: compenso fisso per l'intera tiratura, oppure partecipazione proporzionale alle vendite. Nella narrativa italiana la prassi è la partecipazione, e il numero che tutti chiedono è la percentuale. Ma la prima lezione è un'altra: la base di calcolo conta più della percentuale, perché lo stesso dieci per cento vale cifre diverse secondo se si applica al prezzo di copertina o al ricavo netto dell'editore.
Fisso o proporzionale
Il compenso fisso è una somma unica, certezza per le parti e niente sorprese; conviene quando le vendite attese sono basse o prevedibili. Il compenso proporzionale lega il destino dell'autore a quello del libro: meno certo all'inizio, molto più interessante se il libro gira. La legge protegge un caso limite del fisso: quando le vendite eccedono largamente il previsto, l'autore può chiedere un supplemento. È un'eccezione che ricorda il principio generale: il contratto distribuisce il rischio, e deve scriverlo.
La base di calcolo è tutto
Facciamo aritmetica su un libro ipotetico da diciotto euro di prezzo di copertina. Una royalty del dieci per cento sul prezzo di copertina rende un euro e ottanta a copia. La stessa percentuale sul ricavo netto, cioè sul prezzo al quale l'editore vende al canale, rende meno: se il canale compra con uno sconto indicativo del quaranta per cento, il netto è di dieci euro e ottanta, e il dieci per cento diventa un euro e otto. Stesso contratto, stessa percentuale, quasi metà del denaro. Per questo la clausola economicamente più importante non è la cifra ma le parole con cui è definita la base.
| Base di calcolo | Percentuale indicativa | Royalty a copia | Nota |
|---|---|---|---|
| prezzo di copertina | 10 per cento | 1,80 euro | base chiara, confronto facile |
| prezzo di copertina | 7,5 per cento (tascabile) | 1,35 euro | percentuali diverse per formato |
| ricavo netto con sconto del 40 per cento | 10 per cento | 1,08 euro | la stessa cifra cambia valore |
| prezzo ebook di 9,99 euro | 25 per cento del ricavo | indicativamente 2,50 euro | percentuali più alte su basi più strette |
Le fasce della prassi italiana, da leggere come indicative e non come tariffa: sulla carta stampata, percentuali che nella consuetudine si muovono indicativamente tra il cinque e il quindici per cento del prezzo di copertina, crescenti con le soglie di vendite raggiunte; sul digitale, percentuali più alte applicate a basi più strette. Ogni contratto è un accordo tra parti: le cifre si negoziano, le definizioni si leggono.
Quando arriva il denaro
La royalty non arriva a ogni vendita: arriva nei rendiconti, i conti periodici che l'editore invia con l'accredito, in prassi indicativamente semestrale o annuale. Nel conto compaiono le voci che riducono la base: le copie restituite dalle librerie, i resi, gli sconti concordati. È normale che un libro venduto torni in magazzino, ed è normale che la royalty di quelle copie si annulli; è anormale non saperlo prima. Un’ultima voce merita attenzione prima di firmare: il minimo di versamento. Molti contratti stabiliscono che il rendiconto si liquidi solo quando il compenso accumulato supera una soglia; è una prassi diffusa e legittima, ma conviene conoscerla in anticipo, così come conviene capire come gli acconti attraversano quella soglia. Le domande si fanno in firma, non al primo rendiconto. Per questo il contratto deve scrivere cadenza dei rendiconti e regole dei resi, come ricorda la ronda del contratto di edizione.
La ronda del calcolo
Sette controlli per leggere un estratto conto senza ansia:
- so se la mia base è il prezzo di copertina o il netto;
- so quante percentuali ho: carta, tascabile, digitale;
- controllo che i resi siano elencati e plausibili;
- confronto le copie stampate con le copie fatturate;
- ricordo gli acconti: si compensano, non si aggiungono;
- segno in calendario la cadenza pattuita dei rendiconti;
- se un numero non torna, chiedo il dettaglio per canale.
Errori comuni
Il primo è negoziare solo la percentuale: una cifra alta su una base stretta perde contro una cifra bassa su una base chiara. Il secondo è dimenticare i resi, che sono parte della vita dei libri. Il terzo è confondere l'acconto con la royalty: l'acconto è un anticipo che si compensa, non un extra. Il quarto è non aprire i rendiconti: arrivano tardi, si controllano subito. L'ultimo è trattare tutti i formati uguali, quando la tabella dei formati mostra che prezzo e ruolo cambiano da formato a formato.
In sintesi
La royalty si capisce con tre domande: fisso o proporzionale, su quale base, con quali resi. L'aritmetica degli esempi mostra perché la definizione della base conta più della percentuale, e la prassi indica fasce indicative da usare come bussola, mai come tariffa. Le clausole che contengono questi numeri stanno nel contratto di edizione, i principi giuridici nella legge 633, e chi deve ancora consegnare il testo può partire dal metodo per presentare un manoscritto.