Piccoli Editori
Presentare un manoscritto a un editore: il metodo
Le redazioni ricevono centinaia di proposte e la prima selezione dura minuti. Il metodo conta quanto il talento: ecco che cosa inviare, a chi e in che ordine.
Una redazione editoriale riceve centinaia di proposte l’anno e la prima selezione dura minuti: chi legge decide in fretta se la proposta è ben costruita, prima ancora di capire se il libro è buono. Per questo presentare un manoscritto è più vicino a un atto professionale che a un atto di fede: ci sono documenti da preparare, linee guida da rispettare e tempi da rispettare. Il metodo che segue vale per le case di ogni dimensione, dai gruppi ai piccoli editori italiani, con piccole differenze che vale la pena conoscere prima di premere invia.
Leggere le linee guida, sempre
Ogni editore che accetta proposte pubblica una pagina dedicata, di solito chiamata presentare un manoscritto o simile, con generi accettati, formato dell’invio e tempi previsti di risposta. È la prima pagina da leggere e l’unica che conta: una proposta fuori linea guida, per genere o per forma, si chiude senza lettura. Le differenze sono reali: alcune case vogliono solo il primo capitolo, altre cinquanta pagine, altre il testo completo; alcune aprono finestre annuali, altre leggono tutto l’anno. Rispettare la pagina delle linee guida è il primo segno di professionalità, ed è gratuito.
I quattro pezzi di una proposta
Una proposta completa sta in quattro documenti. La lettera di presentazione, breve, indica genere, titolo, una frase sul progetto e perché proprio quell’editore. La sinossi racconta la trama intera, finale compreso: non è un spoiler vietato, è il documento su cui si decide. I capitoli di prova, indicativamente i primi tre capitoli o cinquanta pagine, portano la voce. La nota biografica resta essenziale: pubblicazioni reali, esperienze pertinenti, contatti. Tutto il resto, allegati pesanti, recensioni di amici, copertine progettate, non aiuta e spesso disturba.
| Pezzo | Lunghezza indicativa | Scopo | Errore tipico |
|---|---|---|---|
| Lettera di presentazione | mezza pagina | dire cosa è e a chi si propone | riassunto di tutta la vita |
| Sinossi | una o due pagine | raccontare la trama fino alla fine | tenere il finale segreto |
| Capitoli di prova | primi tre capitoli o pagine indicate | far sentire la voce | inviare il manoscritto intero non richiesto |
| Nota biografica | cinque righe | dare contorni e contatti | elencare lauree e corsi irrilevanti |
Come si svolge la selezione
Dopo l’invio, la selezione procede a filtri: prima un’occhiata tecnica, poi la lettura della sinossi, infine i capitoli se i primi due filtri passano. I tempi dichiarati vanno dalle sei alle dodici settimane, molti editori indicano finestre più lunghe nei periodi di piena; dove non è indicato nulla, la prassi ragionevole è un sollecito dopo tre o quattro mesi, e silenzio prolungato equivale a rifiuto. Un’attesa lunga non è un’esclusione in dirittura: alcune proposte riprendono quota a mesi di distanza, quando una collana cambia direzione o un accordo si scioglie. Per questo conviene continuare a scrivere mentre si aspetta, e tenere la proposta aggiornata: una sinossi rinfrescata e un primo capitolo migliorato valgono più di qualsiasi telefonata insistita. Esistono canali alternativi: i premi per opere inedite, che le case aprono periodicamente, e le agenzie letterarie, che in alcuni generi sono la porta principale verso le redazioni grandi.
La ronda prima dell’invio
Dieci minuti di controlli che distinguono una proposta professionale da un spurgo di cartella:
- ho letto le linee guida dell’editore e la mia proposta le rispetta;
- il genere dichiarato corrisponde a quello del testo;
- la sinossi racconta il finale, non lo nasconde;
- i capitoli inviati sono quelli richiesti, non più;
- il file ha un nome chiaro e un titolo di pagina corretto;
- la nota biografica sta in cinque righe con i contatti;
- la lettera dice perché quell’editore e non un altro;
- ho segnato la data, perché i solleciti si mandano una volta sola.
Errori comuni
Il primo è inviare il manoscritto completo a tutti gli indirizzi trovati online, nella stessa mezz’ora e con la stessa lettera: le redazioni si parlano, e una proposta identica girata a dieci case si riconosce e si chiude ovunque. Il secondo è tenere il finale segreto nella sinossi per creare attesa: non la crea, la chiude. Il terzo è insistere settimanalmente, o chiamare la redazione per sapere chi ha letto; il sollecito unico basta. L’ultimo è promettere che il libro piace a tutti: piacciono i libri con un pubblico preciso, e saper descrivere quel pubblico vale più di qualsiasi superlativo.
In sintesi
Presentare un manoscritto è un metodo: leggere le linee guida, preparare quattro pezzi brevi, inviare a pochi editori scelti bene, rispettare i tempi. Se la proposta diventa un libro, le decisioni successive si scrivono tutte in un documento, il contratto di edizione, e i conti di quello stesso documento si capiscono con il saggio sulle royalties. Chi preferisce partire dalle case più piccole può rivedere come riconoscono i piccoli editori, e chi sogna il tascabile può guardare come funziona il doppio binario dei gruppi.